Leonardo

Fascicolo 13


in "Alleati e nemici"
LICURGO CAPPELLETTI - La rivoluzione. - Torino, F.11i Bocca Editori, 1903.
recensione di Emilio Cecchi
p. 32


p. 32



   Il Sig. Licurgo Cappelletti, che è uno specialista della Rivoluzione, ce ne offre con questo suo libro una sintesi dalla convocazione degli Stati Generali al novembre 1795. Egli aveva già analizzato questo movimento nei tre volumi della sua Storia Critica della Rivoluzione: ora ci presenta qui, certo meno fatti, ma, ahimè, anche nessuna critica.
   Ciò che solleticava il nostro gusto, era un promesso saggio sulla «filosofia della Rivoluzione».
   Ma per quanto l'A. insista sopra il suo alto concetto della Rivoluzione, e la proclami col Gans universale per «l'universalità degli effetti», altrettanto non può dirsi delle sue idee, circa questa che con un po' di vanagloria egli ci aveva annunziata come filosofia della Rivoluzione. Egli si guarda bene dal parlarci dei filosofi del secolo XVIII che ne furono veramente i misteriosi preparatori, non ci dà fiamma ma cenere, non filosofia ma storia, racimolo da epistolari e da memorie, frasi e giudizi di francesi e di stranieri, scettici e idealisti e aristocratici e demagoghi; cita gli entusiasti ricordi di M. Arndt, i detti caustici di Renan, e i confronti del Burke (1790) con la rivoluzione inglese del 1688. In opposizione al Burke che in tutto riconobbe la eredità degli antenati, Giacomo Fichte (1793) nel suo libro delle considerazioni sulla rivoluzione francese, negò ogni cosa alla storia, e risalì alle sorgenti dell'io, riconoscendo amplissimo il diritto di rivoluzione.
   Qui il Cappelletti dimentica, troppo presto, di aver promesso di parlarci esclusivamente di filosofi, e dopo aver citate le considerazioni del pio De Maistre e della Baronessa di Staêl si dedica completamente a recensionare, per ordine cronologico, le più importanti storie della rivoluzione (Michelet, Thiers, Buchez, Quinet, Blanc, Clerel de Tocqueville, T. Carlyle, Sybel, Schmidt, Young, Laurent); e di questo ufficio noi gli lasceremo tutta la dolce cura.


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